New York! New York!

Ho deciso di inaugurare un’altra etichetta: Viaggi d’amore.
Dopo sei mesi di poppate, notti insonni, cene surgelate, crisi ormonali, discussioni su chi deve alzarsi per andare a rimettere il ciuccio al pupetto, o per chi deve portare il pupone in bagno, ho preso coscienza del fatto che in tutto ciò ci siamo anche lui ed io. 
Noi che questi pupi li abbiamo messi al mondo, che li abbiamo desiderati e che li amiamo più di noi stessi, non dovremmo dimenticare neanche un minuto di quanto amore c’è e c’è stato.
Invece siamo solo tanto stanchi e, spesso, anche nervosi. 
E così, dopo tanto penare, abbiamo deciso di riprendere a pensare anche alla coppia, e non solo a tutto il nucleo familiare. Ovviamente questo richiede tanto sforzo da parte nostra, perché io ho le occhiaie di un panda, e lui crolla appena tocca il cuscino, ma in qualche modo ce la faremo.
Nell’attesa di riuscire ad avere dei momenti fuori casa insieme, perché non ricordare le vacanze che abbiamo fatto solo noi due, quando il mondo era fatto di cuoricini e zucchero a velo, e non di pannolini sporchi e rigurgito?! 
E se c’è un posto che adoro, che per me è l’emblema del romanticismo, dove abbiamo iniziato il nostro viaggio di nozze, e in cui mi trasferirei seduta stante, di sicuro quello è New York.



Io che sono nata in un posto, cresciuta in un altro, trapiantata in un altro ancora, e adesso in giro per l’Italia, non mi sono mai sentita a casa in nessun luogo, se non vicino alle persone che amo.
Invece, strano ma vero, quando sono arrivata nella Grande Mela, per la prima volta ho sentito una città cucita sulla mia pelle, come una connessione elettrochimica tra me e l’aria di questa fantastica metropoli.
Forse perché era autunno, una stagione che amo, e Manhattan in autunno toglie il fiato.




Forse perché abbiamo camminato per Time Square alle otto del mattino. Non c’era anima viva, e ce la siamo goduta tutta così com’era, vuota e immensa. E poi abbiamo passeggiato per le stesse strade di sera, e sembrava il carnevale di Rio.

 


Forse perché ci siamo innamorati dell’Hudson River e poi dell’East River, e sulle sponde di quei fiumi sembrava di essere in un romanzo di Fitzgerald.







Forse perché sono entrata da Katz’s con mio marito, e ci sembrava di rivivere Harry ti presento Sally.




Forse perché Central Park è un luogo incantato da cui non vorresti più uscire.







Forse perché l’Empire, l’albergo in cui abbiamo soggiornato, si affacciava sul Lincoln Center, e mi aspettavo di vedere da un momento all’altro Carrie Bradshaw uscire da una sfilata e chiamare un taxi.
































 O forse perché Manhattan offre immagini suggestive a qualsiasi ora del giorno e della notte.







Insomma, New York ha un fascino tutto suo. Non a caso è stata uno dei set cinematografici più in voga  degli anni ’80 e ’90.
Eppure, nonostante sia una città, che solo a nominarla dovrebbe mettere soggezione, in realtà, stare lì, tra le sue strade, ho trovato che fosse la cosa più naturale di questo mondo.

Ovviamente, in tutti i nostri chilometri e chilometri fatti rigorosamente a piedi per godere appieno di ogni centimetro di questa stupenda isola, non abbiamo potuto fare a meno di visitare alcuni dei pilastri della città, come la Grand Central Station, la Federal Hall, Ground Zero, il ponte di Brooklyn, il toro di Modica, il Rockefeller Center con tanto di albero di Natale in allestimento; e, ovviamente, i negozi più famosi, quali Tiffany (non vuoi farti regalare un anello proprio in viaggio di nozze?!), Dean&DeLuca, l’Apple Store sulla Fifth Avenue, Victoria’s Secret e il famosissimo Macy’s.







 
 





Ci sono alcune cose che desideriamo ancora vedere, come uno spettacolo a Broadway, il Guggenheim Museum, che abbiamo potuto ammirare solo dall’esterno (anche se ho visto quello di Bilbao, e pare che tra i due quest’ultimo sia il più bello, ma quello di New York bisogna vederlo comunque), il MoMA, uno spettacolo Jazz, e di sicuro tanto altro.
Manhattan è una città tutta da scoprire, che non annoia mai, e che certamente vogliamo tornare a visitare ancora una volta, probabilmente non più in due, ma in quattro, consapevoli che il nostro amore, nel frattempo, si è semplicemente e straordinariamente raddoppiato.

 

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