Ritorno al passato agli Studios di Orlando.

Tornando sull’onda dei viaggi fatti esclusivamente con il papi (diciamo che ultimamente ne avremmo davvero bisogno 😰), non posso che parlarvi del nostro incantevole soggiorno nella terra dei balocchi, amata da grandi e piccini. Ladies and gentlemen, ecco a voi: Disney World!!
Durante il nostro viaggio di nozze, dopo aver lasciato a malincuore la Grande Mela, ci siamo diretti ad Orlando, e già in aeroporto abbiamo capito che aria tirava. Ovunque c’erano riproduzioni gigantesche dell’attrazione principale della città: i personaggi Disney.
Ma facciamo un passo indietro. Prima di prendere il volo per la Florida, abbiamo pensato bene di fare colazione, anche perché eravamo in piedi dalle cinque del mattino. Ci siamo fermati in un locale dell’aeroporto palesemente in stile americano anni ’80. Ho fatto tale premessa solo per mostrarvi queste immagini 😜.

 

 

E’ chiaro che la colazione è consistita in pancake per me e cheesecake per lui. Squisiti.
Adesso andiamo avanti.

Arrivati ad Orlando, dopo un volo da incubo causa continue turbolenze, c’era un auto del nostro tour operator fuori dall’aeroporto per condurci al nostro alloggio. Solo in America puoi vedere la Hall di un albergo gremita di bimbe vestite per una gara di bellezza, con tanto di fascia e diadema. Qui avremmo già denunciato i genitori.
Ovviamente, arrivati in Florida, abbiamo abbandonato i piumini, nonostante fosse Novembre, e abbiamo indossato jeans e t-shirt.
Ricordo ancora la sensazione che mi ha regalato il sole del primo giorno, perché riscaldava la pelle poggiandosi come una mano calda e ferma su ogni mia cellula, scrollando frettolosamente il freddo pungente di New York.
Di Orlando se ne sente parlare principalmente per i parchi divertimento. In realtà, per chi non lo sapesse, proprio accanto al Disney Store (il più grande al mondo), c’è un bellissimo centro commerciale. Noi siamo arrivati il giorno prima del Ringraziamento. Due giorni dopo ci sarebbe stato il Black Friday. Per fortuna i saldi erano già iniziati, quindi la prima tappa è stata… lo shopping 😜. Non ho foto del centro perché ero troppo impegnata a comprare.
La sera, dopo cena, siamo andati, invece, al Disney Store, che per fortuna si trovava proprio di fronte al nostro albergo. Non vi dico che meraviglia. In realtà è come una vera e propria città, che di sera si accende di luci, musica e suoni, e al suo ingresso è presente il negozio Disney. Noi, che siamo previdenti, abbiamo pensato bene di prendere una tazza di Topolino, di cui il pupone adesso va matto. L’unica regola è “non si tocca”.

 

E veniamo a noi. Il giorno dopo ci siamo svegliati emozionati come due bambini la mattina di Natale, e siamo partiti alla volta degli Studios.
Come ho già detto, era il Thanksgiving day, quindi? C’era pochissima fila alle casse per entrare.
Non avremmo avuto comunque problemi, perché ho un marito maniaco del controllo previdente, e aveva prenotato dall’Italia dei pass per superare prima tutte le file.
Dopo aver superato il varco del parco, ci è sembrato di varcare la soglia  di un luogo magico.
Gli Studios, come molti di voi sapranno, sono un parco divertimenti basato sulla riproduzione di vari set cinematografici. In realtà, sono blocchi di set veri e propri riutilizzati e riadattati per i giochi.
E’ stato un pò come fare un salto nella nostra TV preferita, molta degli anni ’80 e ’90, ma è stato spettacolare.

Siamo passati dal cinema 4D dove c’era Shrek, con tanto di ciucchino che ci ha starnutito addosso; a quello dei Simpson, dove una macchina, sollevata e in movimento, ci ha catapultati in un gioco che per poco non mi faceva venire un infarto.

 

Abbiamo assistito alla parata di vari personaggi, passando da quelli sopracitati, a Madagascar fino a Scooby-Doo.

Abbiamo passeggiato per le strade di Los Angeles, e sembrava di essere a Beverly Hills, mancavano solo i gemelli Walsh. (Alzi la mano chi non preferiva  Dylan, perché in fondo siamo masochiste, e se non è bello dannato non ci piace.)

 

Ho camminato sulla Walk of Fame, e non potevo non fare una foto sulla stella dell’affascinante ed elegante Audrey.
E restando in tema Hollywood, è stato doveroso fare una foto con Marilyn. Il papi, che fino ad allora aveva fotografato soltanto me, a quel punto ha tirato fuori tutti il pesce lesso che era in lui, e mi ha detto: “Dai che me la faccio anch’io una foto con Marilyn?”, quasi come se le stesse facendo un piacere, per non dimostrare ai miei occhi interesse verso la biondona.  Io l’ho fulminato con lo sguardo, ma davanti a una tale icona di stile non ho potuto dire niente.

 

E poi, per pranzo, ci siamo fermati nel Drive in del centro. In vero stile Happy Days, in pieno stile anni ’50. Mi aspettavo di vedere entrare da un momento all’altro Fonzie e Richie Cunningham.
Vogliamo parlare delle dimensioni degli Hamburger? Aka: E magnatela na cosetta.😂

Nel pomeriggio abbiamo proseguito il nostro tour passando dalle varie attrazioni, quali E.T., Men in Black (con tanto di centro operativo), Twister, musical come Beetle Juice’s, avventure sull’acqua con balena 4D che sembrava dovesse inghiottirci, e scoppi di bombe vicino alla nostra imbarcazione (provare per credere).

 

 

Così come Los Angeles, erano riprodotte anche altre strade delle città più note d’America nelle pellicole, tra cui quelle di Manhattan. E proprio qui, neanche a farlo a posta, c’era l’Empire, l’albergo in cui avevamo alloggiato a New York. (Probabilmente, oltre ad essere un Hotel storico, la sua fama è dovuta al fatto che affaccia sul Lincoln Center.)
E ora viene il bello…almeno per me. Non so voi, ma io ho un ricordo incantevole di un film. Forse perché da piccola l’ho guardato un milione di volte insieme ai miei fratelli sul divano di casa, con una coperta scozzese rossa sulle gambe. Forse perché negli anni ’80 immaginavamo il futuro proprio così. Forse perché non c’è altra immagine che mi riporterà più indietro nel tempo o più avanti nel futuro. Forse perché c’è una bimba, da qualche parte dentro di me, che ancora aspetta che arrivi una Delorean volante e la porti in un tempo in cui può cambiare gli incidenti di percorso della vita, ed eliminare gli ostacoli del cuore e della mente. Insomma, avete capito di cosa sto parlando. La consacrazione di un attore come Michael J. Fox (Forse l’ho amato così tanto solo in Una donna in carriera insieme a Sigourney Weaver). La trilogia più bella di sempre.
Signore e signori. Ecco a voi: la macchina del tempo di RITORNO AL FUTURO.

 

Quando ho visto la Delorean mi è uscito il cuore dal petto. Non so se si vede, ma ho un’espressione in queste foto tra la felicità pura e l’ebetimento.
Non mi aspettavo di trovarla lì, dietro un cespuglio, quasi fosse qualcosa di meno importante. Per me è valso tutto il viaggio fino in America. Ero davvero al settimo cielo.
Qui in basso, invece, il treno del tempo di Doc, quando nell’ultimo capitolo della trilogia torna a salutare il suo amico  Marty McFly, per dirgli che il futuro era ancora tutto da scrivere.
E con queste parole confortanti vi saluto, e mi auguro che il tempo vi abbia dato la possibilità di avere il futuro o il passato che avete tanto desiderato.

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