Tutti a bordo della Oasis of the Seas.

Non so voi, ma dopo l’ultimo post ho bisogno di un pò di leggerezza.
E mentre con il papi programmiamo il prossimo viaggio, vi racconto l’ultima tappa della nostra Honeymoon.
Per chi non ne fosse a conoscenza, questa parola apre innumerevoli porte nei soggiorni all’estero.
We are in Honeymoon! A questa esclamazione vi guarderanno come se foste gli ultimi esemplari di una specie ormai estinta, o come se foste gli unici al mondo ad andare in viaggio di nozze.
Stenderanno il tappeto rosso al vostro passaggio, vi offriranno dal wi-fi gratuito a vita, a bottiglie di champagne in camera, fragole col cioccolato, fiori e chi più ne ha più ne metta.
E così, dalla poetica New York, passando per l’elettrizzante Orlando, siamo giunti al momento tanto atteso dal papi, la crociera su quella che era la nave più grande del mondo: la Oasis of the Seas.

La Oasis era la più grande fino a poco tempo fa, poi ha lasciato il primato alla Harmony, e a breve il suo posto sarà preso dalla Symphony of the Seas, attualmente in costruzione, che se già la prima era immensa, non riesco ad immaginare l’ultima.

Ma facciamo un passo indietro.
Dopo aver lasciato Orlando, con ancora un senso di euforia nella testa, ci siamo diretti a Miami.
Ora risulterò un pò impopolare, ma per quanto Miami sia bella, affascinante, e per quanto di sicuro mi piacerebbe ritornare a visitarla, anche per vederla meglio (non abbiamo visto le isole Keys, che pare siano stupende), non è una città in cui vivrei.
Forse perché il mio cuore è rimasto a New York, forse perché amo vivere nel calore delle città fredde, dove puoi riscaldare le mani con il vapore della bocca, dove le luci di Natale accendono il cuore nelle serate invernali, dove l’aria calda di un cinema ti fa sentire di nuovo la circolazione nelle dita, dove un bacio sotto la neve ha il potere di sciogliere anche il più gelido dei sorrisi.
Niente, sono fatta per il freddo, anche se gradisco una vacanza invernale in una città esotica, ma l’idea di viverci sempre non è per me.
Voi penserete “E stica**i“, lo so, ma io ve lo scrivo lo stesso. 😜
Andiamo avanti.
Miami è una città che ti dà subito il senso della libertà e della trasgressione, e allo stesso tempo la libertà di trasgredire, come se fosse normale.
In realtà non è trasgressione, ma in Italia siamo così fasciati in pregiudizi e bavagli mentali, per cui ogni cosa ci sembra diversa e strana quando andiamo fuori.
Il bello dei viaggi è che ti regalano un’altra prospettiva e un altro punto di vista.
Così abbiamo passeggiato sulla Ocean Drive, ammirando le famose spiagge di Baywatch.
Abbiamo bevuto un cocktail davanti alla macchina di Humphrey Bogart, con tanto di riproduzione in cera.
Abbiamo girato per i negozi dove si passava da manichini con costumi per seni rifatti abbondanti, a quelli in cui venivano arrotolati sigari da guinness dei primati.
E abbiamo mangiato nei locali tipici della città insieme ad amici italiani, che neanche a farlo a posta erano proprio lì per il festeggiare il loro anniversario di nozze.

 

 

 

 

Dopo due giorni abbiamo lasciato Miami, e ci siamo imbarcati sulla nave da crociera dal porto di Fort Lauderdale.
Che emozione vedere da vicino la Oasis of the Seas.
Dovete sapere che il nostro viaggio di nozze è stato scelto interamente in funzione di questa imbarcazione.
Durante i preparativi del matrimonio, con il papi avevamo visto un servizio, se non sbaglio su National Geographic, che parlava della nuova nave della compagnia Royal Caribbean.
Mio marito se n’è talmente innamorato, che mi ha chiesto di fare il viaggio di nozze sulla tratta della Oasis, quindi ci sono toccati i Caraibi. Diciamo che non è andata così male.

In questo colosso dei mari è stata ricreata una vera e propria città, con ambienti quali la Promenade chiamata Central Park, il teatro di Broadway, i locali American Old Style, quelli cubani, italiani e tanti altri. Insomma, si mangia sempre.

 

 

Ci sono intrattenimenti di ogni genere, dai musical, al pattinaggio sul ghiaccio, alle piscine, arrampicate su parete, campi da golf, sfilate dei personaggi della DreamWorks, surf, spettacoli sull’acqua, il casinò e molto altro ancora.

 

 

 

 

Sì, questo è il papi che pratica sport estremi, mentre io lo guardo comodamente dal basso.

Ovviamente non può mancare la sera del capitano, in cui devono tutti vestirsi in maniera rigorosamente elegante.

In poche parole la Oasis è come una vera e propria città fatta di attrazioni e divertimenti.

E non è finita qui. Come ogni crociera che si rispetti non possono mancare le escursioni.
Come ho anticipato, abbiamo attraversato il mar dei Caraibi. Pertanto le nostre mete sono state Haiti, Jamaica e l’isola messicana Cozumel.
E qui parte la critica. Per quanto Haiti e Jamaica abbiano un mare stupendo, sono ritenute comunque pericolose per i turisti, in quanto la povertà delle isole è tanta. E si percepisce già allo sbarco.
Quindi le compagnie navali hanno fatto la scelta di occupare una parte del suolo, generalmente quella dello sbarco, e l’hanno adibita ad area turismo. Sono zone in cui sono presenti tutti i comfort, ma non ti permettono di vedere cosa c’è al di là della parte turistica, e un pò ci è dispiaciuto. Forse sarebbe meglio che scegliessero altre mete, ma questa è solo un’opinione personale.

Le foto che seguono ritraggono l’incantevole spiaggia di Haiti.

E le prossime rappresentano il porto in Jamaica.

 

Un’esperienza piacevole è stata, invece, Cozumel.
Ho scoperto tornando in Italia, dalla mia estetista messicana di allora, che Cozumel è l’isola in cui i messicani vanno in vacanza.
Mio marito ed io abbiamo pensato di staccarci dal gruppo di escursionisti, per visitare l’isola in maniera indipendente.
Siamo rimasti piacevolmente entusiasti della decisione presa, in quanto sull’isola sono presenti dei reperti archeologici maya, e abbiamo potuto osservare la vita reale degli abitanti, che è proprio come la immaginavamo, lenta e piacevole.
Prima di tornare sulla nave abbiamo pranzato in un ristorante della baia con i classici piatti messicani: Burritos e Nachos, accompagnati da uno squisito bicchiere di Margarita. Anche questa è stata un’ottima scelta.

 

 

 

La nostra meravigliosa vacanza è finita qui. Al ritorno ci siamo imbarcati su un volo per l’Italia da Miami (e allo scalo di Zurigo stavamo per scambiare il gubbino del papi con passaporti e biglietti, con quello di un altro passeggero, ma questa è un’altra storia).

Trovo che la crociera sia un ottimo modo per rilassarsi. E’ davvero un momento di svago totale. Quindi, se state programmando una vacanza, ve la consiglio. 
Almeno una volta nella vita è da provare, e per chi ha figli può essere un modo per riposarsi davvero, visto che sono presenti mini club e animazioni di ogni tipo. 

Vi saluto così, con una foto al tramonto sulla Oasis of the Seas e tanti bei ricordi nel cuore.

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