I hate you! I love you!

Un figlio è come una bomba a mano. Quando nasce, provoca un’esplosione nella vostra vita e, quando la polvere si posa, il vostro matrimonio è diverso da com’era prima. 
(Nora Ephron)

 

Poco tempo fa ho letto la recensione di un libro: Come non odiare tuo marito dopo i figli di Jancee Dunn, che ha come frase di apertura proprio questo significativo pensiero di Nora Ephron.
E in questo periodo non poteva fare a meno di colpirmi, visto che il 9 Luglio festeggeremo sei anni di matrimonio.
Sei anni intensi.
Sei anni in cui abbiamo fatto di tutto.
Sei anni che ci hanno donato due splendidi figli, ma anche tante complicazioni e discussioni.
E nel nostro ultimo viaggio, mentre la radio diffondeva le note di I hate you, I love you di Gnash feat Olivia O’Brien, mi sono ritrovata a interrogarmi sulle scelte della mia vita.
Dieci anni fa ne ho fatta una in particolare, lui.
Dopo quattro anni l’ho ripetuta ufficialmente.
E oggi?
Oggi la faccio tutti i giorni, perché nonostante la fatica, i figli, la quotidianità, i traslochi, le parole dette e quelle taciute, le liti, i malumori e potrei andare avanti all’infinito, mio marito resta l’uomo migliore al mondo.
Non sono cieca. E’ pieno di difetti. E ne ho tanti anch’io. Di più.
Vorrei mollare tutto ogni tanto? Sì, anzi, vorrei farlo spesso.
Non ditemi che non è successo anche a voi di pensarlo.
A volte regalerei i miei figli al primo che passa.
Altre scapperei dall’altra parte del pianeta.
Altre ancora vorrei restare sola per un mese intero senza continuare ad affannarmi di continuo.
Vorrei fermarmi e scendere da questo treno in corsa, ma non si può, e in fondo non lo voglio davvero.
Nessuno ti dice quanto sarà difficile il matrimonio con tutti i suoi annessi. O forse lo dicono, ma non vuoi ascoltare. Non vuoi credere che sarà così dura.
Eppure, come ho scritto in un post su Instagram qualche giorno fa, di lui non posso farne a meno. Non posso fare a meno della sua complicità.
Della sua capacità di cambiare se muovo una critica.
Della sua disponibilità nel sostenere i miei progetti.
Del suo impegno per liberarmi da paure e ansie.
Della sua volontà di seguirmi nell’educazione dei nostri figli, consapevoli che comunque sbagliaremo tutto.
Della sua voglia di continuare a costruire il suo futuro con me, che sono così autodistruttiva.
Della sua pazienza, quella che ha con me, perché con i figli ci deve ancora lavorare molto.
Della sua partecipazione a questa famiglia, anche quando so che fuggirebbe via anche lui.
Del suo modo di chiedermi scusa.
Del suo modo di accettare le mie scuse.
Dieci anni fa eravamo altre persone.
Sei anni fa stavamo già cambiando.
Oggi siamo un’ altra cosa.
Se tornassi indietro farei le stesse scelte?
Sinceramente?
A questa domanda non so rispondere, perché al passato mi rifiuto di guardare.
Davanti a noi c’è un futuro che richiede sudore e cuore.
Quello che so al momento è che non c’è altra persona al modo con cui vorrei affrontare questa spaventosa e fantastica tempesta, se non con lui.
Buon anniversario di matrimonio, amò!

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