Ricominciare…

Qualche anno fa ho avuto l’onore di conoscere Alessandro Baricco ad un premio letterario.

Gli dissi che amavo scrivere. Lui mi rispose: “E allora faccia!”

 

La pausa “maternità” che mi sono auto assegnata è ormai al termine.

Non era proprio plausibile continuare ad occuparmi del blog in maniera attiva con l’arrivo di Viola. Adesso che iniziamo a capirci qualcosa, posso riprendere in mano le redini di questo progetto.

Il periodo di stop è servito per schiarirmi le idee e cercare di comprendere come andare avanti nella maniera più produttiva possibile.

Innanzitutto, ho capito che non posso pormi obbiettivi a lungo termine, che non posso pretendere troppo da me e che non posso fare tutto.

Diciamo che ho più chiaro ciò che NON POSSO FARE, rispetto a ciò che realmente realizzerò, ma è già un punto di partenza.

Di sicuro scrivere è una delle mie più grandi valvole di sfogo, oltre ad essere la mia principale passione. Ma ho tre bambini adesso, molto, moooolto piccoli, quindi l’utopica idea di pubblicare più di un post a settimana non è applicabile. Allora mi sono data un giorno a settimana in cui farlo: il giovedì, cercando di rispettare almeno questa scadenza.

Sempre per il motivo di cui sopra, ci saranno settimane in cui mi sarà impossibile aprire il pc, quindi è il caso di preparare dei post salva buco, o accettare serenamente l’idea che per quella settimana non pubblicherò.

Cosa più importante di tutte: ho imparato a farmi aiutare.

E’ vero, ho un marito che ha il buon cuore di puntare prima la sveglia per svuotare la lavastoviglie e togliere i panni dall’asciugatrice (le fortune della vita), ma la scelta più saggia è quella di chiamarlo quando proprio non ne posso più. E lui, se è possibile, cerca di tornare prima a casa o di supportarmi nella maniera migliore.

Noi donne siamo convinte di poter automaticamente fare qualsiasi cosa solo perché ci è stata inculcata questa insana idea di essere delle super femmine, ma la realtà è che chiedere aiuto ci permetterà di essere ancora più produttive e realizzate.

Provare per credere.

Questo nuovo ritmo che abbiamo intrapreso, più incessante e faticoso, mi ha obbligata a riguardare le mie priorità e ad impormi una diversa organizzazione. 

(A tal proposito, su come gestire il tempo in presenza di tre bambini, ne parlerò in uno dei prossimi post. Tra mamme è bene aiutarsi.)

Da dove nasce tutta questa voglia di rinascita? Potrei rispondervi semplicemente che trascorrere del tempo perennemente a casa con tre figli richiede inevitabilmente uno sfogo per le mamme. E questo è vero, anche perché ho un cervello pensante e funzionante. Ma la verità è che ho avuto un ennesimo crollo emotivo.

Anche questa volta, dopo un pò di settimane dal parto è sopraggiunta la depressione, con cui sto facendo i conti tuttora.

Stavolta, però, ho davvero toccato il fondo. E quando si cade così rovinosamente, o si sprofonda definitivamente o si tenta di risalire. Alla fine ho scelto la seconda opzione.

Proprio a riguardo, teniamoci strette le persone che non scappano anche quando vedono il lato più oscuro della nostra anima. Quelle che cercano la luce, anche quando tutto si è spento dentro di noi, quando ogni cosa non ha più senso, e i giorni e le ore diventano così pesanti da non poter essere più tollerati. Queste persone ci salveranno. Dovrei ricordarlo più spesso anch’io, ma se così fosse non inciamperei mai, e forse non vedrei più da vicino le fortune che ho intorno.

Progettare. Pianificare. Realizzare. Sono ormai le mie parole d’ordine. Mi aiutano a tenere la mente impegnata e a sentirmi una persona completa, non solo un genitore.

Ho intenzione di lanciare online un progetto dedicato alle mamme, soprattutto a quelle che come me soffrono di questa terribile malattia.

Infine, vi chiedo se c’è qualche argomento di cui vi piacerebbe che parlassi. Sono davvero curiosa di sapere cosa più vi interessa, soprattutto in tema di maternità/paternità e d’intorni.

E in attesa dei vostri commenti, vi saluto.

A presto!

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