L’uomo con il berretto rosso di Emanuela Navone.

Facciamo una premessa. Non sono generalmente una lettrice di gialli. Da brava romantica mi perdo in romanzi, non necessariamente d’amore, ma che di sicuro non mi creano ansia. E per lo stesso motivo non vedo film horror o cose simili.

Ma quando ho visto la copertina dell’ultimo libro di Emanuela Navone, L’uomo con il berretto rosso, edito dalla collana Policromia (di cui l’autrice è anche direttrice) per la casa editrice PubMe, la curiosità di leggerlo mi ha investita (e non solo perché lei è la mia adorata editor :-p).

Emanuela ha una personalità fuori dagli schemi, e non ha paura di affrontare il vissuto anche inquietante degli esseri umani. Non a caso, la sua è una collana mainstream, contenitore di quei testi fuori dall’ordinario.

Ma veniamo a noi. Il libro, che è ambientato a Genova, narra le vicessitudini di un ragazzo sulla trentina alle prese con rapporti familiari difficili, un legame affettivo dai contorni sfocati, e un lavoro privo di stimoli, ma che sembra essere la sua unica certezza. Tutto ciò fa del protagonista un ragazzo qualunque, con problemi normali. In realtà, l’autrice svelerà quanto per ognuno di noi, nessuno escluso, la sorte abbia in serbo sorprese che in un attimo possono stravolgere l’esistenza. Scopriamo a poco a poco quanto sia sottile il filo che separa la paura dal coraggio, la consapevolezza dall’incoscienza, un’azione giusta da quella sbagliata.

E all’interno di questa cornice fatta di fluidità di confini e scelte paradossali, ma inevitabili, si arriva a un finale del tutto a sorpresa, e che in qualche modo regala il giusto epilogo a una storia che tiene il lettore con il fiato sospeso per tutto il tempo.

Ho trovato L’uomo con il berretto rosso un racconto delicato e profondamente intriso di sofferenza umana. Rappresenta la finestra su un’anima  nella quale ognuno di noi potrebbe riconoscersi. E se proprio non avviene un’identificazione nel protagonista, può esserci comunque nei personaggi che gli girano intorno. L’umanità è il vero fulcro della storia.

Emanuela ha già avuto i miei complimenti per la sua capacità di scrivere di un dramma del genere. Ora non resta a voi farglieli dopo averlo letto. 

E adesso sono pronta per altri gialli. Accetto consigli. Avanti!

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