Tutta la vita per un solo momento.

Lo avevo letto. Lo avevo sentito dire. Lo speravo tanto. Ed è successo!
Mentre aspettavo il mio secondo figlio. E ancora prima di concepirlo, la mia mente navigava su possibili scenari di distruzione di massa nel momento in cui sarebbe nato. Le mie preoccupazioni, come è possibile immaginare, erano dovute al mio amatissimo, coccolassimo, viziatissimo,  primogenito.
Lui che dalla nascita è stato il centro dei miei pensieri, che ha spostato l’asse del mio mondo e ha invertito i poli del mio cuore. Il mio bimbo dalle ciglia lunghe, gli occhi grandi e dal profilo di un bambolotto. Lui che quando ha iniziato a parlare mi chiamava “amore“(o meglio amoe perché la r non era ancora nel suo vocabolario). Lui che vive ancora in simbiosi con me, e che mi ha insegnato a diventare mamma. Lui che ha un nome fiero e raffinato, e che raffinato e delicato lo è lui stesso. Lui…

Per prepararmi al meglio all’arrivo del nuovo bebè, e soprattutto per preparare il pupone, ho letto qualsiasi cosa sull’argomento fratelli.
Tutte le sere prima di andare a dormire, per mesi, abbiamo sfogliato insieme il libro Il fratello maggiore, di cui è protagonista il Pirata Tommy (diventato, ovviamente, il Pirata Edo), che descriveva in modo semplice e reale come il primogenito sarebbe stato di aiuto dopo la nascita del fratello. Devo dire che la lettura continua di questo libro mi è stata di grande utilità. Il pupone è tuttora contentissimo quando lo chiamo il mio aiutante numero uno, come viene descritto il protagonista.
Ho letto Tracy Hogg, che nel suo Il linguaggio segreto dei bambini ha dedicato l’ultima parte del libro all’arrivo dei fratellini, e soprattutto alla gestione di eventuali regressioni.
Ho divorato più e più volte, come ho già accennato in un post, Guarda che sono due, di Silvia Gianatti. Lei è l’autrice a cui più mi ispiro ancora adesso per la gestione gelosia del primo figlio nei confronti del secondo.
E poi, mio marito mi ha regalato Benvenuto fratellino. Benvenuta sorellina., testo che racconta le varie esperienze di genitori con più figli e relativi sentimenti provati da e nei loro confronti.
Da ognuno di questi libri ho tratto degli insegnamenti importanti: dal rispetto per i bambini al coinvolgimento del primogenito nell’accudire fratelli e sorelle; nel non esagerare nel responsabilizzare eccessivamente il fratello maggiore, ma nemmeno sgravarlo troppo dei suoi compiti; nel non colpevolizzare mai il secondogenito per prevenire varie forme di gelosia; ad essere presente per il primo figlio anche se si sta gestendo il secondo.
Il tutto devo ammettere che sta funzionando. Il pupone non è troppo geloso del fratellino. Magari vuole venire in braccio nello stesso momento in cui c’è pupetto, quasi come una richiesta di conferma del mio affetto. Infatti scende subito dopo averlo preso, ma al di fuori di questo, va abbastanza bene.
Ciò che mi infondeva fiducia e mi lasciava più di tutto sperare in qualcosa di buono, era la descrizione dei vari genitori degli scambi affettivi dei propri figli. Ne parlavano estasiati. E io speravo che ciò accadesse anche ai miei. Ma visto che il pupone spesso e volentieri ignorava pupetto, avevo cominciato a perdere le speranze.
E invece…
Qualche giorno fa, mentre eravamo al computer e avevo pupetto in braccio e pupone in piedi vicino a me, ho visto il primo slanciarsi verso il secondo (pupetto, quando vede il fratello, diventa pazzo di gioia). Ho approfittato della situazione per dire a pupone: “Ale vuole abbracciarti”. E lui? Bè, si è girato, si è avvicinato al fratellino e l’ ha baciato sulla fronte. E io? Mi dispiace dirlo, ma solo chi è mamma può capire cosa ho provato in quel momento. Mi sono letteralmente sciolta. Il cuore è esploso in una standing ovation, che per poco non ho letteralmente fatto. Ovviamente, ho elogiato enfaticamente il pupone per il suo gesto. E lui che si è sentito apprezzato, continua tutt’ora a riempire di baci il suo fratellino.
Probabilmente, già tra pochi mesi si daranno botte da orbi, ma non posso dimenticare quel piccolo grande gesto spontaneo.
Ora, più di prima, so che ho fatto la scelta giusta a volere un altro figlio.
Quando si dice che la vita ha uno scopo, di certo la mia aveva quello di vedere i miei cuccioli  coccolarsi.

E tutte le altre gratificazioni della vita non saranno mai niente in confronto all’emozione provata in quell’ unico e dolcissimo momento, che la vita ha avuto la cortesia e l’estrema gentilezza di regalarmi.

 

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