Etna: tra nebbia e vino buono.

Per chi come me è fan sfegatato della serie televisiva Scandal, non può non aver notato che la protagonista, Olivia Pope, in quasi tutte le puntate, termina la sua giornata lavorativa davanti a una ciotola piena di pop-corn e a un bel bicchiere di vino pregiato (quando, ovviamente, non finisce nel letto del presidente).
Questa serie l’ho scoperta durante la mia seconda gravidanza, periodo in cui il vino nemmeno lo potevo guardare, anche se non è completamente da evitare, ma per precauzione ne potevo fare a meno. E se mio marito, durante la visione delle puntate a cui l’ho sottoposto (vuoi dire di no a una donna incinta?), ha divorato ciotole di pop-corn, io non vedevo l’ora di bere dell’ottimo vino.
Non sono un’alcolizzata, ma durante i miei studi universitari, ho avuto modo di lavorare in enoteche e champagnerie, per cui il buon vino, così come le bollicine, li apprezzo volentieri.
Così, quando un nostro amico, qualche giorno fa, ci ha proposto di fare una degustazione in cantina, abbiamo colto l’occasione al volo.
E domenica mattina siamo parti tutti insieme verso Catania. Non era una giornata particolarmente soleggiata, ma ci siamo augurati di poter ammirare almeno il panorama, visto che questo posto è situata alle pendici dell’Etna.
Dal sito internet della cantina ho potuto ammirare una splendida vista sul vulcano, sui giardini Naxos e Taormina. C’erano foto di vigneti innevati, e di succulenti grappoli d’uva irradiati dal sole, che suscitavano immagini poetiche.
Quindi ero partita piena di entusiasmo all’idea di vedere così tanta bellezza.


E sapete che cosa abbiamo visto? Niente. Lo zero più assoluto. C’era una nebbia talmente fitta, che a stento si riuscivano a intravedere le luci dell’auto davanti alla nostra. Eravamo sicuri che a un certo punto apparisse dal nulla il castello di Dracula, e che il conte in persona profferisse la famosa frase: “Benvenuti in mia dimora!”.
Per fortuna non tutto è andato perduto. E se il ponorama è stato del tutto invisibile, la degustazione è andata benissimo.
Siamo entrati nella Cantina Gambino, che si trova a circa mille metri di altitudine, dove c’era ad attenderci un sommelier giovane  e preparato. L’ambiente era semplice ed essenziale, con una stufa a legna dall’aspetto un pò retrò che, alla sensazione di pulizia, dava una nota di calore al locale. Ovunque c’ erano botti con la denominazione dei diversi vini, che rendevano la stanza ancora più accogliente.




Dopo essere stati amabilmente accompagnati al tavolo, il sommelier ci ha elencato e descritto rapidamente i vini che saremmo andati a degustare.
E così, dopo il Feu d’O bianco come aperitivo, abbiamo pasteggiato passando dal Tifeo bianco al Tifeo rosato, fino al Tifeo rosso e all’Alicante rosso, e siamo giunti alla fine della nostra degustazione con dei piccoli cannoli ripieni di crema di ricotta. Squisiti!


La particolarità dei vini dell’Etna risiede in una coltivazione ad alta quota, estremamente difficile, ma praticabile grazie alla particolare presenza di potassio nel terreno vulcanico, che crea un ottimo equilibrio chimico nei vini. Le uve coltivate dall’azienda sono rispettivamente il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio, per i vini rossi; e il Carricante e il Catarratto per i vini bianchi.

Oltre al vino è stato bello ritrovarsi tra amici e bimbi, che scorrazzavano liberamente nel locale.
Ovviamente erano presenti anche la mie dolci appendici: pupetto, che per l’occasione è stato spupazzato un pò da tutti, e pupone, che sembra non smettere mai di festeggiare il suo compleanno, e si è distratto con gli ennesimi regali che ha ricevuto.
Ci siamo promessi di riportarli in cantina quando il tempo sarà bello e la veduta esterna sarà apprezzabile, perché ne è valsa comunque la pena, anche con tutta la nebbia intorno, che in ogni caso conferiva qualcosa di magico al luogo.
Alla fine della giornata, nonostante tutto quel vino, ero abbastanza lucida da poter apprezzare la gioia di ritrovarsi tra amici, e ascoltare storie del passato e progetti per il futuro.
Perché oltre al vino, avevo il piacere di assaporare la vita adulta, che nonostante mi abbia fagocitata nell’universo dei miei figli, è ancora presente e luminosa intorno a me.



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