Dal Mudec al Salone della Cultura, il piacere per l’arte rinasce insieme al gusto e alla fantasia.

Lo so, arrivo a pubblicare questo post con un mese e mezzo di ritardo, ma sono sempre mamma di tre bambini (è una carta che mi gioco ogni volta, ma ha un grande potere ;p), e i miei tempi sono dettati da mille esigenze su cui non ho un controllo costante.

Eppure eccomi qui, di nuovo a scrivere di viaggi. Non vi nego che mentre lo faccio mi sento emozionata un po’ come la prima volta, quando ero convinta che il mio blog avrebbe parlato solo di questi. E invece, come in molti di voi sapranno, ha preso tutta un’altra piega.
Il mio spirito nomade, però, non è andato in pensione. Ha avuto una bella battuta d’arresto tra figli, traslochi e depressione, ma la voglia di viaggiare non è mai passata. Poi, certo, c’è stata una piccola parentesi chiamata PANDEMIA, come non sottovalutarla, ma la riapertura delle regioni con tanto di vaccino e Green pass ha rimesso in moto il mio desiderio di evadere, vedere altro, anche qualcosa di non troppo lontano, pur di ricaricarmi e rinascere.
Quindi, appena il Collettivo Scrittori Uniti di cui faccio parte ha annunciato la partecipazione al Salone della Cultura di Milano, ne ho approfittato subito per partire e cambiare aria. Lo so, ho quei tre figli ai quali accennavo, ma questo non preclude a una mamma di avere una vita, così mi sono organizzata per tempo (molto meglio che per la pubblicazione di questo post), e ho potuto fare tutto con molta tranquillità.
Sono arrivata in treno a Milano venerdì 19 novembre. Ho consegnato i miei libri a Jessica Maccario del direttivo di cui sopra, sono andata a fare il check-in in albergo, e poi sono ripartita alla volta del Mudec: il Museo Delle Culture.
Prima di partire avevo visto che in mostra c’erano i bozzetti originali della Disney, e per un’appassionata come me di cartoni animati, era un’occasione da non perdere.
La mostra è stata davvero mozzafiato. Le didascalie dei quadri riportavano notizie del tutto inedite.

Per esempio, sapevate che il personaggio di Aurora è ispirato a Audrey Hepburn? O che il personaggio di Malefica è ispirato a un’illustrazione medioevale?
E dal plastico della Sirenetta, attraversando le sale tematiche di Topolino, Biancaneve, La spada nella roccia e Cenerentola, sono arrivata all’uscita tramite un corridoio a tema Frozen con tanto di colonna sonora e cristalli di ghiaccio.

Terminata questa straordinaria esperienza, mi sono diretta verso i Navigli, in cui ho trascorso la serata tra locali cool e negozi carinissimi, dove ho comprato libri a pochi euro (figuriamoci se non ne approfittavo) e cenato da sola dopo tanto, tantissimo tempo, in un carinissimo ristorante giapponese.

Il giorno dopo mi sono recata al Salone della Cultura. Ora, non so come spiegare l’emozione di un autore quando partecipa a questi eventi. Respirare l’aria delle fiere, trovare persone che hanno i tuoi stessi interessi, lo stesso fuoco che ti arde dentro, che parlano la tua stessa lingua, è un valore che aggiunge pregio alla tua vita.

Il Salone era enorme. In realtà, questo è un evento dedicato principalmente all’antiquariato. C’erano prime edizioni di libri come Pinocchio e La Research, che facevano brillare gli occhi solo a guardarle.

Ma il momento più bello è stato la condivisione di parole e pensieri con il mio gruppo, composto dagli autori del Collettivo Scrittori Uniti, capeggiato da Claudio Secci e Jessica Maccario, tutte persone straordinarie con le quali mi sono divertita tantissimo. E per divertita intendo risate fino alle lacrime. Il clima che si respirava allo stand era di pura gioia. Perché quando lotti per ciò in cui credi, quando il sogno che hai tra le mani è sincero come le parole che scrivi, allora la bellezza diventa esserci e basta, senza stupidi arrivismi.

Il Collettivo Scrittori Uniti è diventato per me, in breve tempo, una seconda famiglia, perché so che all’interno posso trovare la stessa luce che ha fatto splendere le mie giornate milanesi.

L’indomani, fatti alcuni giri per la città, sono ripartita, ma ho portato con me il ricordo di un’esperienza frizzante e unica, con una carica ancora maggiore per fare ciò che amo di più: scrivere.

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